Intelligenza artificiale: approvato dal Senato il disegno di legge n. 1146-B
Il 17 settembre 2025 il Senato italiano ha
approvato in via definitiva la legge quadro sull’intelligenza artificiale. Si
tratta di un provvedimento di 28 articoli contenuti in sei capi che, sulla scia
dell’AI Act europeo (reg. UE 2024/1689), disciplina in modo organico l’utilizzo
delle nuove tecnologie.
La legge si propone di promuovere un uso
corretto, trasparente e responsabile dell'IA, incentrato sull'uomo, nonché di garantire
la sorveglianza sui rischi economici, sociali e sui diritti fondamentali in
relazione all'IA.
La legge è improntata a promuovere un
utilizzo dell’IA rispettoso della dignità delle persone, dei diritti umani e
della Costituzione. Un passaggio di particolare rilievo, che evidenzia la
volontà di proteggere le fasce più vulnerabili, riguarda la tutela dei
minori: l’art. 4 stabilisce che sotto i 14 anni l’uso di applicazioni di
intelligenza artificiale richiede il consenso dei genitori o di chi esercita la
responsabilità genitoriale; invece, i minori che abbiano compiuto 14 anni potranno
esprimere il consenso al trattamento dei dati personali relativi all'uso di IA,
a condizione che le relative informazioni siano chiare e comprensibili.
In materia di sanità, gli artt. dal 7
al 10 definiscono l’ambito di utilizzo degli strumenti di AI in campo medico di
trattamento dei dati personali e non.
È altresì promosso l’impiego dell’AI nel lavoro
al fine di migliorare condizioni, sicurezza e produttività, nel rispetto dei
diritti e della dignità dei lavoratori, e il datore è tenuto ad informare
sull’uso dell’IA. È inoltre istituito l’"Osservatorio sull'adozione di
sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro" per monitorare
l’impatto dell’IA sul lavoro e promuovere la formazione dei lavoratori e dei
datori. L’art. 13 regola l’utilizzo dell’IA nelle professioni intellettuali,
limitandolo ad attività di supporto. Ne deriva che l’opera professionale deve
restare fondata sul lavoro intellettuale umano e non può essere sostituita
dall’IA.
La Pubblica Amministrazione è incoraggiata a
utilizzare l’intelligenza artificiale per semplificare processi e migliorare i
servizi, ma a condizione di assicurare trasparenza e verificabilità delle
decisioni automatizzate.
Le imprese operanti nei settori
delle tecnologie digitali ovvero nei settori di intelligenza
artificiale, della cybersicurezza e del calcolo quantistico
potranno essere destinatarie di misure di sostegno e incentivi.
In tema di diritto d’autore, l’art. 25
stabilisce che le opere realizzate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale
possono godere della protezione se vi è stato un contributo creativo umano
determinante. Inoltre, l’uso di opere on-line o in banche dati per l’estrazione
di testo e dati tramite IA è consentito, purché avvenga nel rispetto delle
eccezioni al diritto d’autore previste dagli artt. 70 ter e 70 quater
della L. 633/1941.
L’art. 26 modifica e introduce nel Codice
penale aggravanti per reati commessi con IA; punisce la diffusione illecita di
contenuti manipolati con IA e inasprisce le pene per aggiotaggio, plagio e
manipolazione del mercato effettuati tramite IA.
Da ultimo, per quanto riguarda la governance
italiana, l’art. 19 introduce la “Strategia nazionale per
l’intelligenza artificiale” e istituisce il Comitato di
coordinamento delle attività di indirizzo su enti, organismi e
fondazioni che operano nel campo dell’innovazione digitale e dell’intelligenza
artificiale. Il successivo art. 20 individua l’Agenzia per l’Italia Digitale
(AgID) e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) come autorità
nazionali competenti ad attuare la normativa nazionale ed europea in materia e
ne delinea le rispettive competenze.
Nel complesso, l’obiettivo è favorire lo
sviluppo di un ecosistema di intelligenza artificiale etico e affidabile,
capace di sostenere l’innovazione senza ledere i diritti dei cittadini e dei
professionisti.
In definitiva, le deleghe conferite al
Governo e il lavoro delle autorità competenti saranno determinanti per tradurre
i principi generali in regole concrete ed effettive.
Settembre 2025
Dott.ssa Martina Baraldo




